DON CHISCIOTTE

Agli inizi del ‘600, in un villaggio della Mancia, viveva un povero idalgo la cui più grande passione erano i romanzi cavallereschi. Leggeva e leggeva, notte e giorno, finché decise di imbracciare la lancia e partire in cerca di avventure. Sellò un misero cavallo e ne fece il suo destriero, elesse suo scudiero un umile contadino, Sancio Panza, e scelse una dama da proteggere, Dulcinea del Toboso.

Primo grande romanzo dell’età moderna, il Don Chisciotte narra le imprese di un cavaliere e del suo mondo immaginario, popolato di terribili giganti, sfarzosi castelli e splendide dame che in realtà non sono che mulini a vento, povere locande e bellezze sfiorite: un eroe romantico, il cui ideale di vita si realizza solo nella follia e nell’utopia del sogno.

Don Chisciotte è la storia di un uomo che non cede alle difficoltà o alle sconfitte, non si rassegna a un destino che lo vorrebbe succube di una bassa realtà quotidiana asfissiante. Lui aspira all’ideale. Don Chisciotte non fugge dalla realtà e il suo agire è tutt’altro che folle.

La sua figura va vista in relazione con l’altro eroe del romanzo: Sancio Panza. La loro relazione va oltre l’amicizia e la burla, in funzione della contrapposizione tra sogno e realtà. Tra libertà e ragione. In questo dualismo, Cervantes permette a ognuno di noi di rivedersi. Don Chisciotte e Sancio Panza rappresentano l’eterno conflitto tra ciò che vorremmo fare e ciò che possiamo fare. Tra ideale e saggezza. Forse la saggezza del testo sta proprio in questa voglia di continuare a combattere per ciò che ci pare giusto e non per ciò che ci conviene. Anche se quello per cui combattiamo è solo un sogno, continueremo a combattere. Anche a costo di sembrare ridicoli, continueremo a combattere, come ci insegna Cervantes.

Locandina Don Chisciotte